ITINERARIO NEL BARONATO DI FELLINE

Il menhir di Terenzano o del Ninfeo
Il menhir di Terenzano è chiamato anche pietra fitta, cioè conficcata. La parola menhir deriva da "men", pietra, e "hirs", che vuol dire alta.
La sua altezza e di 3,5 m, ha forma rettangolare ed è incastonato in un muro a secco. Si crede che i menhir avessero prettamente uno scopo di monumento funerario, e questo in particolare risale ad un'epoca stabilita tra il 9000 e l'8000 a.c.; l'aspetto più importante di questo menhir è l'orientamento delle sue facce rispetto ai punti cardinali: quelle più larghe guardano a Nord e a Sud, quelle più strette a Est e Ovest.
La presenza del menhir fa pensare che in passato nella zona di sia stato un dolmen, struttura per il momentaneo riposo della salma prima della sepoltura.
Specchia della Madonna dell'Alto
La specchia sulla Serra della Madonna dell'Alto nel territorio di Felline si trova a Sud-Est del santuario; il nome "specchia" deriva dal latino "speculum" o "speculae", che vuol dire "punto di avvistamento", "vedere"; si trattava infatti di un luogo di avvistamento, di una torre di vedetta, costruito con cumuli di piete a base cilindrica raggiunge un'altezza di circa 4 metri, ed è collocata ul punto di altezza massima della collina, che domina la pianura che va da Ugento a Casarano, passando per Racale, Taviano e Melissano.
Da qui si vede l'arco della costa jonica che va da Torre Mozza (marina di Ugento) a Torre Sinfonò (marina di Allliste), per controllare e vedere per tempo eventuali invasioni straniere via mare, quel mare che era fonte di ricchezza ma anche portatore di pericoli e paure.

Insediamenti Rupestri
Nel Salento i fenomeni carsici superficiali hanno favorito la presenza di innumerevoli grotte carsiche, dapprima frequentate per culti misteriosi e successivamente, con l'avvento del Cristianesimo, trasformate in luoghi di culto cristiano, soprattutto ad opera dei monaci Basiliani.
A partire dall' VIII secolo d.c. numerosi gruppi di monaci orientali furono costretti all'esodo da Bisanzio a causa delle lotte iconoclaste seguenti l'editto di Leone III e continuate dai suoi successori. Gli esuli cercarono rifugio nel vicino Sud Italia, passando per il Salento. Qui ritrovarono un territorio particolarmente favorevole a loro, un paesaggio che conoscevano bene, poichè nella Cappadocia la civiltà delle grotte aveva raggiunto livelli altissimi di architettura e arte.
Questo fenomeno è diffusissimo in tutto il Salento, con la Madonna dell'Alto a Felline, Casaranello e la cripta del Crocefisso a Casarano, S. Eunofrio a Castrignano dei Greci, l'insediamento di Macurano ad Alessano.

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